Santuario Pelagos
Un'area marina protetta internazionale per i mammiferi marini, che abbraccia tre delle quattro location del progetto.
Che cos'è
Il Santuario Pelagos per i mammiferi marini del Mediterraneo nasce da un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, firmato a Roma il 25 novembre 1999 e in vigore dal 21 febbraio 2002. L'Italia lo ha ratificato con la legge 11 ottobre 2001, n. 391. È l'unica area protetta internazionale del Mediterraneo dedicata ai mammiferi marini ed è iscritta nella lista delle Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM) della Convenzione di Barcellona.
Si estende per circa 87.500 km² e 2.022 km di costa, nel bacino corso-ligure-provenzale: da Punta Escampobariou, vicino a Tolone, fino a Capo Falcone e Capo Ferro in Sardegna e al confine tra Toscana e Lazio. Comprende acque costiere e d'alto mare, con fondali profondi e correnti di risalita che sostengono balenottere, capodogli, delfini e migliaia di altre specie. Informazioni ufficiali sono sul sito del Santuario Pelagos.
Che cosa tutela e come
Pelagos non ha zone con divieti come un parco o un'area marina protetta. Gli Stati si impegnano a proteggere i mammiferi marini e il loro habitat: ridurre il disturbo e il rischio di collisione con le navi, regolamentare l'osservazione a scopo turistico, limitare gli impatti della pesca, promuovere ricerca ed educazione. I Comuni costieri possono aderire alla Carta di Partenariato del Santuario.
Pelagos e MED-BIOWATCH
| Location | Rapporto con Pelagos |
|---|---|
| La Maddalena | Dentro il Santuario: le Bocche di Bonifacio ricadono nel perimetro |
| Giglio e Giannutri | Dentro: il Parco Nazionale Arcipelago Toscano è interamente compreso nel Santuario |
| Argentario | Dentro: per il mare dell'Argentario Pelagos è la principale forma di tutela |
| Ustica | Fuori: utile come confronto esterno al Santuario |
Il progetto contribuisce a Pelagos con le segnalazioni di cetacei e tartarughe del protocollo P6, raccolte con foto, posizione e ora e trasmesse alle reti di monitoraggio. Durante le uscite si applicano le buone pratiche di avvicinamento ai cetacei, che diventano anche un contenuto educativo per partecipanti e scuole.
Perché conta per il progetto
Al Giglio e all'Argentario, dove manca una zona di tutela a mare, Pelagos è il quadro di riferimento: il progetto produce dati sulla costa che il Santuario non monitora direttamente, e può aiutare i Comuni a valorizzare l'adesione alla Carta di Partenariato. La Strategia 2026–2030 del Parco Nazionale Arcipelago Toscano cita, tra le azioni, l'eventuale individuazione di aree di protezione a mare: i dati MED-BIOWATCH su Giglio e Argentario possono contribuire a quella valutazione.
Cetacei presenti nel Santuario
Le specie regolari includono balenottera comune, capodoglio, zifio, globicefalo, grampo, tursiope, stenella striata e delfino comune. Le segnalazioni occasionali di orca e megattera mostrano quanto il bacino sia frequentato. Per il progetto contano soprattutto i tursiopi, regolari vicino alla costa e osservabili durante le uscite.
Regole di comportamento in caso di avvistamento
- Ridurre la velocità e non tagliare la rotta degli animali; avvicinarsi lateralmente e mai da dietro.
- Mantenere la distanza, limitare il tempo di osservazione e non entrare in acqua con gli animali.
- Una sola imbarcazione per volta vicino al gruppo; allontanarsi se gli animali cambiano comportamento.
- Registrare specie, numero, posizione e ora, con foto se possibile, nella scheda P6.
Le regole di dettaglio, come distanze e numero di imbarcazioni, sono fissate dalle norme e dalle ordinanze locali: vanno verificate e riportate nei materiali di formazione di ogni location.
Aggiornata il 25 ottobre 2026.